domenica 13 settembre 2015

Parcours des Mondes 2015

Some images from the Parcours des Mondes 2015 in Paris. Wonderful time, amazing objects!












































Dopo dieci anni e più che voglio vedere il Parcours, finalmente anche io quest'anno - scuola permettendo - sono riuscito ad essere della partita. Cosa dire? E' come me lo aspettavo: divertente, caotico, istruttivo, fondamentale per gli appassionati. In cinque giorni ho parlato con decine di persone diverse, molte delle quali conoscevo solo via email, e ho visto centinaia, forse migliaia, di oggetti, la gran parte dei quali di grande qualità e valore.
Peccato che, tra le cose che mi entusiasmavano veramente (e, badate bene che non ovviamente non ho neppure chiesto i prezzi della roba "grossa", tipo Fang et similia) nessuna, ripeto nessuna, costava meno di cinquantamila euro! Qualcosa di interessante tra i diecimila e in venticinquemila. Quasi nulla a meno di diecimila. L'amico Vigorelli dice che quel tipo di mercato è morto, che ormai nessuno compra oggetti di fascia economica "bassa"… Vero o non vero, si constata che gli oggetti veramente top, a prescindere dal prezzo, si vendono ancora con facilità, e - secondo me - con più facilità rispetto agli anni scorsi, complice il parziale superamento della crisi economica, mentre gli oggetti autentici, belli ma senza quella marcia in più fanno fatica, almeno in questa occasione fieristica.
Le gallerie: in ordine di qualità complessiva media (e, ovviamente secondo il mio personalissimo parere)
1) Dulon: tutti oggetti veramente top, non solo la Luba chef d'oeuvre (ma la Fang Mabea dov'era?) ma anche tutto il resto… un piccolo Songye che ha fatto sognare tutti (fortunato l'amico, conosciuto in questa occasione, che lo ha acquisito!)
2) Laermans: i più forti di tutti, in questa tornata, sul Congo, con alcuni grandi Songye dalle ultime aste importanti e altri pezzi più piccoli di qualità veramente alta
3) Frolich: oltre al grande Fang ex Rasmussen, la più bella maschera del Parcours (la Baga già in esposizione a New York nella mostra sul primitivismo) e una stupenda half figure Luba sulla calebassa venduta nei primissimi momenti del Parcours
4) David Serra: straordinaria esposizione di bronzi voltaici dalle collezioni degli amici tedesci Kruger e Glar, con highlights anche di Itzikovitz e di Peroni.
5) Bovis: anche qui molti oggetti fantastici (un vecchio Lobi, la Kabeja Luba, un fischietto Kongo e altri ancora)
6) Charles Ratton: la più bella Chi Wara del Parcours (era nella prima vetrina) e grandi oggetti Songye e Fang.
7) Schlag: bella rassegna di statue a patina sudante.
8 ) De Grunne: grande qualità media, con alcuni highlights
9) Monbrison: stesso discorso di cui sopra. con una Hemba veramente top, anche questa felicemente acquisita da un fortunato amico.
Oltre a questi, una stupenda maschera Yaure da Castellano (e una Bassa top), un bel ferro Bamana da Germaine, uno straordinario Kongo ex Rubinstein da Kevin Conru (arriva in Italia?), molti oggetti di buona qualità da Olivier Larroque, la solita ottima qualità da Claes (bellissima la maschera Chokwe al piano di sopra), un bronzetto minuscolo, ma di qualità (e prezzo!) eccezionale da Entwistle, con anche una pipa camerunese da cardiopalma (bello anche un cucchiaio Bembe, ma non nelle mie preferenze assolute), molto bella e interessante la esposione degli oggetti della Tanzania da Galerie Afrique e molti Ibeji di prima qualità da Noir d'Ivoire.
Ho detto tutto? Certamente no… Più di ottanta gallerie, anche di arte asiatica e oceanica, con il meglio che il mercato internazionale offre al momento.
I due italiani in mostra non erano a mio parere al top: bellissima la Moba erosa e il Dondo Kamba da Dalton Somaré e la terracotta Akan (insieme a qualche maschera nigeriana) da Chantal Dandrieu ma complessivamente un anno forse un po' sottotono, come è accaduto anche per altri galleristi (ad es. Germaine o Ferrandin) che secondo me erano al di sotto del loro standard abituale. Assenti, proprio assenti, Casanova e Hourdé.
Federico

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